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Come i Pokèmon mi hanno reso un Creative Strategist

Se ti trovi a vivere in periferia o in campagna in Italia, luoghi dove tuttora i mezzi di trasporto pubblico tendono a non palesarsi di frequente, arriverà un importante momento nel bel mezzo della tua adolescenza in cui ti troverai a dover lottare per salvaguardare il tuo futuro.
Il concetto di libertà assumerà la forma di un veicolo di metallo e plastica, con poche ruote e due cavalli in croce.

Un giorno, a 14 anni, vorrai con tutto te stesso un motorino.

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Tipici ragazzi di 14 anni in sella ai loro scooter.
Tra il te un po’ più brufoloso e con un po’ più di capelli e il raggiungimento della tanto agognata emancipazione si interpone un solo boss finale.
È chiamato il Mamma&Papà e ha due teste, entrambe meno brufolose e con meno capelli di te. Si vocifera che possa anche sparare fuoco, ma su Google non ho trovato nessuna conferma a riguardo.
Lo senti già esprimersi, il mostro, con le sue due voci all’unisono. “Ma sei matto!”, ti sta dicendo. “É pericoloso, non se ne parla!”. E poi, prosegue a colpi di costa un sacco mantenerlo e poi dove ci devi andare, insomma, che alla fine dei conti ti portiamo noi al cinema e dagli amici e agli appuntamenti galanti, che non c’è nulla di male, che mica ti vergognerai di noi e che…

Ok. Realizzi subito che non potresti mai vincere questa guerra in una sola battaglia.

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Il mio cane mentre combatte una battaglia che non potrà vincere senza una strategia efficace.
Ne usciresti massacrato, con ferite superficiali e lividi interiori incurabili coi cerotti.
Ed è proprio qui che entra in gioco il Creative Strategist che c’è in te.
Lo fai perchè sai di non poter sputare addosso ai tuoi interlocutori tutto quello che hai da dire in una volta sola, rischiando di precluderti ogni opportunità futura di avere la loro attenzione (e il motorino).
Ed è per questo che studi una strategia, in cui tieni ben in mente il tuo obiettivo (ottenere quel maledetto biruota), il tuo target (il mostro Mamma&Papà) e ne studi comportamenti, tensioni sociali e culturali.
Successivamente, utilizzi un approccio creativo per identificare le modalità con cui comunicherai: non devi apparire scontato, banale, noioso.
Al contrario, è fondamentale sfruttare le leve migliori per convincerli e stupirli.

Dovrai pianificare gli attimi più corretti per parlare loro, scegliendo le parole migliori a seconda del momento e del luogo.

Troverai che alcuni dei tuoi tentativi risulteranno superflui, altri saranno superefficaci come un turbofuoco su un Bulbasaur. Dovrai prevedere le loro possibili risposte e controargomentazioni, in modo da farti trovare pronto. Al contempo, dovrai mantenerti flessibile e reattivo, in modo da adattarti agli sviluppi del contesto.
Bene, ora applica lo stesso meccanismo alla comunicazione di brand e al marketing: il Creative Strategy ha il ruolo di creare la comunicazione più efficace, organizzando tutte le informazioni disponibili e ideando un “piano d’azione” pragmatico (per quelli che vogliono i numeri) e “ready to use” (per costruire la proposta finale con i suoi colleghi creativi e pazzerelli).
Il risultato in una diapositiva:

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